Il grande vecchio… il fiume Po a Sacca (Pr)

“Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua.”
(Loren Eiseley)

L’acqua mi ha sempre  attratto in qualsiasi forma si manifesti e per un abitante di pianura come me che non può godere della visione quotidiana del mare, il fiume Po rappresenta l’unica alternativa per far spaziare lo sguardo sull’elemento liquido e contemporaneamente ritrovarsi in un mondo a parte, selvaggio e libero con le sue leggi e le sue regole…

Il Po
Il Po a Sacca

Un oasi di natura e di libertà che spezza la monotonia della pianura scorrendo lento e maestoso nonostante i mille ostacoli creati dall’uomo, l’impoverimento del suo letto a causa delle estrazioni massicce di ghiaia e di sabbia dal fondale, il bracconaggio organizzato da parte di bande malavitose dell’est e  tutti i veleni che continuamente riceve attraversando il bacino industriale e agricolo del nord Italia da ovest verso est…

Lo definisco il Grande Vecchio delle pianure, perché da secoli resiste imperterrito, cambiando e mutando il proprio percorso nel corso degli anni, come quei vecchi segnati dagli anni, ma ancora robusti e lucidi, dalla fibra d’acciaio, che restano lì al proprio posto a vigilare sulle generazioni future,  disponibili però ad accogliere generosamente chi vuole conoscerli meglio…

Chiatte sull'acqua
Chiatte sull’acqua

Ogni tratto delle sue sponde ha delle  caratteristiche particolari ed aspetti differenti sia naturalistici che morfologici ben distinti. Per ragioni di vicinanza geografica conosco bene la parte  del fiume che attraversa la provincia parmense e reggiana, caratterizzata da sponde ampie ed un flusso d’acqua lento, ma importante intervallato da isolotti, insenature e sabbioni che nei periodi di piena lascia ampie tracce di se nei campi adiacenti e nei pioppeti onnipresenti, lasciandovi come ricordo le cosiddette lanche, sacche di acqua stagnante un tempo piene di lucci, carpe, tinche, anguille, pesci gatti e branzini di fiume…

Oggi anche la fauna è mutata e gli storioni gli antichi padroni del fiume sono stati sostituiti dai pesci siluro, una varietà alloctona probabilmente introdotta dall’uomo attraverso i laghetti di pesca sportiva che sorgevano nei dintorni del fiume… Qualche segnale positivo di ripresa però si comincia a vedere, recentemente un pescatore reggiano Yuri Grisendi, mentre si dedicava alla pesca attrezzata al siluro, ad Ostiglia (Mn) ha catturato e prontamente rilasciato un bellissimo esemplare di storione di circa due metri…

storione
Yuri Grisendi e lo storione pescato, al momento del rilascio…

«Al di là della soddisfazione personale – racconta Grisendi – la presenza di questo storione è un segno molto positivo per le condizioni del Po. Si tratta di un pesce endemico del mare Adriatico, ed evidentemente è riuscito a scampare alla pesca messa in atto dai bracconieri, che utilizzano corrente elettrica, reti e altri mezzi illeciti. Ai tempi dei nostri nonni lo storione era uno dei padroni del fiume (si tratta di una specie autoctona e protetta, ndr), ma dopo la costruzione della conca di Isola Serafini ha smesso di risalire il Po: da tempo non si vedevano più storioni, soprattutto di queste dimensioni. Speriamo che questa presenza funga da stimolo, per le istituzioni, nella lotta al bracconaggio: il Po sta dando segnali di risveglio, come testimonia il ritorno dell’alborella e di altre specie e non va lasciato in mano ai pescatori di frodo. Bisogna impegnarsi per riconquistarlo».

Auguriamoci che una maggiore sensibilità verso l’ambiente, e soprattutto l’attenzione delle amministrazioni pubbliche a queste tematiche contribuiscano al miglioramento futuro della qualità delle acque e dello stato di salute del nostro grande vecchio al quale auguriamo ancora tanti secoli e millenni di corse sfrenate verso il mare…

Il fiume Po a Sacca di Colorno (Pr)

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